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L’amore tace

 …Il mistero dei passi nella notte si intreccia con le note del nightpiano di Arturo Annecchino e di Kay che canta sottovoce per non spaventare le anime anonime che passano davanti ad una casa rosa, al buio. Alla luce del giorno la cronaca nera trasmette l’ultima preghiera di un piccolo imprenditore spinto al suicidio dallo Stato esattore-moroso, un grido di dolore. Voci di Kay McCarthy e Alfonso De Pietro, che accompagna con la chitarra. Morte ed ancora morte: notizie dell’uccisione di una ragazza dell’est giungono insieme alle note strazianti dell’armonica di Leno Landini da un mondo dove il corpo umano viene usato ed abusato. Dal fondo melmoso del mare le ossa di trecento profughi annegati raccontano, insieme alle chitarre di Fabio De Portu e al bodhrán di Piero Ricciardi, di un viaggio di speranza terminato violentemente col naufragio del loro sgangherato barcone. È notte di nuovo e …l’amore tace... o così sembra; forse sussurra o emette suoni primordiali mentre le percussioni di Mauro Orselli scandiscono il tempo presente… continuo… presente...ma, ciononostante, due amanti promettono di amarsi anche dopo la morte parafrasando la poetessa italo-inglese Christina Rossetti, ricordati di me, di noi, col pianoforte essenziale di Ugo Dorato e il sassofono esistenziale di Fabio Scanzani. La mattina seguente il treno dei pendolari porta lavoratori e studenti già stanchi, stipati in vagoni sporchi, lenti e precari, onomatopeizzati dall’armonica di Leno Landini e dal bodhrán di Piero. In una grande città, due persone, una volta innamorate a dismisura, ora separate da anni-luce di odio, si lasciano. Arturo dipinge un delicato fondale pianistico-teatrale dove, sommessamente, la voce di Kay recita il dolore della separazione; ma i bambini sognano un mondo senza dolore dove, se i se fossero aquiloni, si volerebbe in alto sulle note dei “carillon” di Mirko Fabbreschi e Dario Sgrò con le parole di Kay e di Alessandro Maresca. “A-ma-mi sempre”, supplica il pianoforte di Stefano Diotallevi ispirato dai versi di Elizabeth Barrett-Browning, mentre il flauto di Susanna Valloni gli fa da eco prima di dare vita ad una tarantella insieme al bodhrán di Piero. Tornano i passi nella notte ma questa volta in gaelico: coisithe. Il cd, avvolto in un disegno dell’artista Domingo Notaro, elaborato da Chiara Fenicia, chiude con la batteria di Mauro che insiste, “...l’amore tace...”

Kay McCarthy
 
 
p.s. L’idea è stata di Piero, come i nuclei di molti dei testi. È stato sempre Piero a parlarne con Rambaldo degli Azzoni, il quale ha accettato di produrre l’album con Storie di note.
Io, inizialmente pigra, ero riluttante, ma la voglia di creare e di cantare vinse sull’inerzia, ed eccoci qua. Decisi di farmi aiutare da musicisti del Kay McCarthy Ensemble, come Stefano Diotallevi, Fabio De Portu, Ugo Dorato e Susanna Valloni, da amici del vecchio Folkstudio, come Mauro Orselli e Fabio Scanzani, di Helikonia, come Mirko Fabbreschi, di Storie di note, come Arturo Annecchino, Alfonso De Pietro e Leno Landini, o conosciuti autonomamente, come l’artista Domingo Notaro, il regista Alessandro Maresca e la fotografa Josepha van Gennip.

Tutti hanno risposto, accettato e creato, per e con me.

Salvo una breve ma intensa puntata allo studio Elettra di Calvi nell’Umbria abbiamo registrato tutto l’album allo studio Helikonia di Roma con l’aiuto dei fonici e tecnici Antoniomaria Cece e Manuel Santilli, nonché col contributo di Marco Kelly, età 8, alla consolle.

L’altro produttore (Valentino Saliola di Helikonia) temeva che il risultato potesse essere un’arlecchinata, date la diversità delle personalità coinvolte.

Ma, eccolo qui, un album coerente, coeso, sorprendentemente organico.

Si prevede una versione in lingua inglese, già registrata, e, chissà, un vinile.

 


 

Kay McCarthy Duo in “Simply Kay”

 


 

Kay si presenta anche in formazione duo (“Simply Kay”), un affascinante recital dove la semplicità della voce umana “disadorna”  (con qualche concessione alla chitarra, al whistle e all’arpa celtica) accompagnata dalla pulsazione suggestiva ed atavica delle percussioni, esalta la magia e il mistero della comunicazione musicale essenziale.