
www.zyx.de è il sito tedesco che distribuisce in Europa il Cd Rianta di Kay.
Tra le recensioni del nuovo disco di Kay McCarthy "RIANTA" segnaliamo l'articolo di Ciro De Rosa uscito nel n.65, marzo-aprile 2004, di World Music Magazine. "Altre Irlande. Cos'è veramente la "musica celtica"? Chi ne possiede i veri dettami tradizionali - se poi ne esistono? Un disco, l'ultimo di Kay McCarthy....."
Il numero di marzo 2004 di Keltica contiene una recensione di "RIANTA", l'ultimo album di Kay. Due brani dall'album sono inclusi nella compilation che accompagna la pubblicazione.
Nel sito americano di musica irlandese www.celticcafe.com un'intervista di Kay McCarthy.
Kay e il suo gruppo sono stati ospiti graditissimi nella puntata di "Porta a Porta" del 1 ottobre 2003, dedicata al Presidente Francesco Cossiga, grande estimatore della terra d'Irlanda.
Kay McCarthy l'italiana
intervista di Alfredo De Pietra
Pubblicata sul numero 65 di KELTIKA, giugno 2003.
Già in alcune occasioni ci è capitato, nei recenti numeri di "Keltika", di fare la conoscenza con alcuni musicisti irlandesi che, per le ragioni più disparate, si sono trovati a vivere in nazioni europee lontane - culturalmente parlando - dall'humus musicale dell'isola di smeraldo. In tutti questi casi (pensiamo ad esempio agli Shantalla in Belgio e alla "francese" Gillie MacPherson, ma il discorso potrebbe allargarsi anche ai tanti musicisti irlandesi che si sono stabiliti in Germania) abbiamo potuto osservare come la lontananza dalla patria non avesse per nulla minato un rapporto con la musica della propria terra assolutamente intimo e avvolgente. Per di più, la frequentazione con differenti culture musicali porta spesso questi musicisti a risultati ancora più interessanti, laddove - ovviamente - sia presente il filtro della sensibilità e dell'intelligenza artistica.
Questo discorso si applica ancora una volta, se possibile con esiti ancor più gradevoli, con "l'italiana" Kay McCarthy, cantante e musicista originaria di Dublino ma ormai romana di adozione, da oltre venti anni splendida divulgatrice nel nostro Paese della migliore tradizione musicale irlandese.........
I giornali hanno sempre seguito la carriera di Kay McCarthy e del suo Gruppo con interesse.
Ecco una rassegna di alcuni commenti:
Conservatorio di Torino. "[...]Impossibile non venire colpiti dalle sue delicate ballate, zeppe di malinconia, e dalle sue coinvolgenti danze, quasi un ritmo contagioso. Tanto minuta quanto vitale, ironica e decisa in tutti i suoi aspetti. Verrebbe perfino da definirla italiana, almeno di adozione, soprattutto in considerazione dalla sua esuberanza decisamente più mediterranea che irlandese. Ma ad ogni sua esibizione trabocca tutta la tradizione musicale dell'isola verde. [...] un repertorio decisamente variegato, in cui è facile apprezzare valzer politici e folklore. [...] Insomma, quella della McCarthy, è una carriera costruita con grande caparbietà, privata di ogni moda, anche delle più facili, supportata dalla presenza costante di una band di grande caratura tecnica."
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Paola Strocchio IL Giornale, 12 marzo 2002
"Kay McCarthy possiede la propensione arguta e gustosa all'affabulazione, la mirabile cura nel rammentare i dettagli e nel riferire aneddoti: tratti spesso dalla cultura popolare irlandese. Alla stregua dei cantastorie tradizionali, gli seanchai, il suo afflato creativo conosce l'arte di impreziosire la narrazione con digressioni, seguendo trame secondarie per poi ritornare al percorso principale, attraverso un fine gioco che prevede l'interazione continua con l'interlocutore. Se il fono e il fonema costituiscono la sostanza della tradizione artistica irlandese, Kay McCarthy, che padroneggia e plasma entrambi, si mostra pienamente in linea con quella plurisecolare manifestazione dell'ingegno irlandese. L'incontro con la cantante dublinese, cresciuta nel Westmeath, che ha scelto l'Italia come terra […], si rivela riflessione articolata sulle relazioni tra l'artista e il suo Paese d'origine, sull'essere musicista irlandese in Italia in tempi di rinnovato consumo di "musica celtica".
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Ciro De Rosa, World Music, N° 51, novembre-dicembre 2001
Montefiascone. "Ieri sera invece, a fare brillare d'incanto le stelle sul Villaggio della musica, c'è stata la voce inconfondibile di Kay McCarthy, come sempre accompagnata da un gruppo di bravissimi virtuosi (chitarra, violino, flauto, percussioni e lei stessa all'arpa). La cantante dublinese, testimonial di cultura e musica folk irlandese ha insegnato a tutti coloro che la seguono in concerto, a conoscere ed amare l'Irlanda, "isola smeralda", attraverso la magia e il fascino delle sue ballate e dei suoi reels. […] Kay McCarthy è tornata nel viterbese proponendo anche il repertorio del suo ultimo album, "AM", inciso nell'inedito ruolo di cantautrice."
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Il Corriere di Viterbo, 27 giugno 2001
"[…] Questa gioiosa manifestazione […] è stata inaugurata dalla deliziosa serata del 18 marzo in compagnia dell'amatissima Kay McCarthy al Teatro Ghione. Non perdendo mai le sue tracce, e sapendola qua e là in giro per l'Italia a diffondere il suo canto magico, attraverso concerti e apparizioni televisive, l'abbiamo aspettata qui a Roma per poter riascoltare la sua voce ammaliante. Rieccola qui con molte sorprese […] Melodie raccolte in un album, "AM", che come uno di fotografie irresistibile da sfogliare, non puoi fare a meno di ascoltarlo per rivivere le emozioni provate nel sentire Kay cantare e suonare l'arpa dal vivo […]"
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Irish People, anno terzo, numero 9
"Kay McCarthy, la voce dell'Irlanda. Kay McCarthy, la folksinger irlandese[…] nata a Dublino, ma italiana d'adozione[…] è la portavoce della tradizione musicale irlandese. E "AM" rappresenta l'ideale punto d'incontro fra l'Italia e L'Irlanda."
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Corriere della Sera, Venerdì, 16 marzo 2001
"Roma incontro il mondo[…], alle 22 concerto di Kay McCarthy, ambasciatrice di quel dubliner sound che fa di ogni adunanza irlandese un'occasione di festa e divertimento […]"
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Corriere della Sera, 7 settembre 2000
"Musique irlandaise à l'église Saint-Louis ce soir. Kay McCarthy, Irlandaise d'Italie. L'Irlande sera à l'honneur à l'église Saint-Louis. Après une harpiste et un joeur de uilleann pipe, la voix de Kay McCarthy fera se croiser les styles musicaux […] Kay McCarthy mêlora musiques irlandaise et mediterranéenne ce soir à l'eglise Saint-Louis".
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Ouest France, Jeudi 10 août, 2000
"What's presented is a wide selection of familiar songs and tunes from the Irish folk tradition, and includes an arrangement of the dance tune The Butterfly […] followed by the 17th century song of the Wild Geese, Siul a ghra…"
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Irish Music, May 2000
"She's pretty famous this lady …. People still turn up at her concerts to have copies [of Nil se na la] autographed and then buy the other two albums, "Aris" and "Fado, fado…."
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Irish Music, April 2000
"Kay, magica voce irlandese. Grande successo a San Terenzo [Lerici] per il concerto di Kay McCarthy, splendida voce della musica celtica irlandese…"
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Secolo XIX, 11 luglio 1998
"È tornata, con le sue dolci ballate, intrise di melanconia, e la sua danza contagiosa. Kay McCarthy, […] ambasciatrice della tradizione musicale irlandese in Italia, pubblica un nuovo album, "Fadó, fadó..." […] Kay McCarthy, voce cristallina, canta la sua Irlanda: quella della sofferenza sotto il dominio inglese, del conflitto tra cattolici e protestanti, ma anche della leggende e degli aneddoti tramandati di generazione in generazione.[…] "Fadó, fadó..." aggiunge un nuovo emozionante capitolo alla storia di questa energica cantante […] formatasi al Folkstudio […] Una carriera costruita lontano da facili mode e insieme a una banda dalla grande caratura tecnica."
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Claudio Fabretti, Avvenimenti, 24 maggio 1998
"Sono pochi i musicisti che riescono a fare di una esibizione dal vivo un momento di comunicazione che va al di là della semplice esecuzione dei pezzi. Kay McCarthy è una di questi: ogni brano diventa per la cantante irlandese un'occasione per raccontare storie, per fare conoscere le vicende del suo popolo […] Tutto ciò è accaduto ieri sera al Teatro Manzoni dove Kay McCarthy […] si è esibita con il suo fedele gruppo […]"
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Paolo Broggio, Ultime Notizie, mercoledì 20 maggio 1998
"Il nuovo cd della dublinese McCarthy, ricco di suoni e poesia. Le fiabe d'Irlanda di Kay. In gaelico, lingua originaria d'Irlanda, "Fadó, fadó..." è modo di dire dal suono magico: usato per introdurre le fiabe, è considerata una sorte di chiave di volta per entrare nel mistero della vita.[…] Carezzevole, come le sonorità che disegna con la suadente estensione vocale; eppure determinata (al pari delle denuncie sociale, politiche ed ambientaliste contenute nelle sue canzoni) Kay McCarthy è tornata a levare la voce per conservare (e continuare a tracciare) le tradizioni delle popolazioni irlandesi[…]"
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Massimo Maffei, Il Tempo, 16 maggio 1998
Kay McCarthy. Si intitola "Fadó,fadó..." il nuovo disco dell'artista irlandese: a conferma, ancora una volta, del suo talento e delle vivaci intuitioni musicali che hanno caratterizzati i suoi album precedenti. Un caleidoscopio d'esperienze in concerto (ma non si tratta di un live) che allarganno l'orizzonte espressivo della vocalista e consolidano un successo costruito con professionalità e passione. […] La ricchezza inventiva è innegabile; è veramente compiuta la rispondenza tra musica e improvvisazione […] Occorre aggiungere che la grande professionalità dei musicisti è stata un prezioso ausilio alla riuscita del album […]"
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Maurizio Torretti, Terra Nuova, marzo 1998
"Dai Nomadi a Kay McCarthy, stasera all'Air Terminal. Rock e mimose pensando a Kabul.[…] ospite straniera più attesa: la dublinese Kay McCarthy, che ha un fortissimo seguito in Italia e in particolare nella capitale […]"
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Pietro D'Ottavio, La Repubblica, domenica 8 marzo 1998
"La voce della forza interiore.[…] Una intensa sensibilità musicale e grande carica umana, Kay e i suoi musicisti incantano con tenui voli di allegra fantasia e ballate dolcissime, che si trasformano, spesso inaspettatamente, in momenti di gioiosa partecipazione alla vita e in altri di profonda e dolorosa verità […]"
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Maurizio Torretti, Avalon, agosto/settembre 1997
"Emozioni Irlandesi. Trieste sarà colpa di James Joyce? Forse. Perché comunque un fatto è certo: fra Trieste e la verde Irlanda ci dev'essere qualcosa di comune se quando si fa musica irlandese il pubblico accorre così numeroso. A placare finalmente la sua sete di suoni. Questo feeling DublinoTrieste è stato dunque riconfermato domenica sera, in occasione del concerto di Kay McCarthy and Her Group [...] tenutosi in un Teatro Miela superaffollato, con triestini di ogni età [...] e tra pezzi strumentali e danze che rivelano appieno le sonorità della tradizione irlandese, e ancora brani nei quali la voce della McCarthy è diventata essa stessa "strumento", è passato il concerto triestino. Trasmettendo il sentire e la storia della terra d'Irlanda per provocare un mare di sensazioni che arrivano al cuore e alle viscere, prima che al cervello. Che non permettono di stare quieti, e ti fanno agitare sulla poltrona quando raccontano di ingiustizie, di guerre, di fame e di carestie [...] Come nella forza di "The Croppy Boy", o "Níl Sé 'na Lá" in cui le voci si accompagnano al suono ritmato del bodhràn e cnàmha. Ti sorprendono quando ti accorgi che motivetti arcinoti derivano da quella tradizione [...] oppure ti trascinano nella dolce melanconia della splendida "Arís" e di "She Moved through the Fair", che certo non han mancato di emozionare il pubblico triestino, tornato a casa dopo più di due ore di musica sentita, vissuta, partecipata."
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Enrica Cappuccio Il Piccolo, Spettacoli Nazionali
"McCarthy, l'Irlanda non delude [...] Lo show della McCarthy, invece, è stato fedele alle aspettative: accompagnata da 6 elementi dotati di strumenti della tradizione popolare (dalla ghironda all'arpa) [...] la "celtic sister" ha ripercorso, in quasi un'ora e mezzo di concerto, tutte le tappe quasi obbligate della tradizione irlandese. Ballate soavi in lingua gaelica, racconti sussurrati e filastrocche a doppia voce, reels frenetici accompagnati dal battito delle mani del pubblico: altre che un concerto, è stato un viaggio storicogeografico [... ] nell'isola di smeraldo[...]"
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Andrea Ioime, Il Gazzettino
"Quando la musica affratella. [...] poi il disegno artistico del passato che si fa presente è proseguito con eguale naturalezza grazie alla voce coinvolgente, educata e lievemente "dirty" di Kay McCarthy e al buon amalgama strumentale dei suoi accompagnatori [...] ha introdotto in italiano, con precise annotazioni storiche e sociali, tutti i pezzi, un esempio da seguire il più possibile, in quanto offre anche ai non addetti ai lavori la possibilità di calarsi in toto nelle atmosfere dei brani [...]
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Giuliano Almevigoria, Il Messaggero, Udine
"In quattrocento al Comunale. L'Irlanda di Kay trascina la platea. Successo superiore alle previsioni. Se qualcuno, ignaro di tutto e a concerto già iniziato fosse entrato venerdì sera nel Teatro Comunale, sarebbe certo rimasto di sasso; immaginiamo, infatti, che effetto potrebbe suscitare lo spettacolo di quattrocento bellunesi, venuti un po' da tutta la provincia, intenti a giocare a "batti, batti le manine" seguendo freneticamente il ritmo della band sul palco. [...] A brano si somma brano e parole semplici e sentite regalate dalla musicista ad ogni pezzo [...] i racconti popolari d'Irlanda, trasferiti su musiche ricche di tradizione e folklore, hanno saputo conquistarsi un po' tutti. D'obbligo il bis [...]"
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Michela Fregona, Il Gazzettino
Concerti "Splendida esibizione a Belluno della McCarthy. Kay, febbre d'Irlanda. La cantante, ammalata, strega il Comunale. Belluno Una dolcezza infinita, alternata ad un'allegria contagiosa. In questi due stati d'animo si può conchiudere l'essenza del concerto di Kay McCarthy che, l'altra sera al Comunale, ha deliziato il pubblico accorso numerosissimo ad applaudirla, con uno spettacolo che ha raggiunto picchi altissimi di liricità e valore filologico, accompagnata da una band di nuova formazione, la McCarthy ha dato prova sul campo di cosa si deve intendere per professionalità: cantando con trentanove di febbre, infatti, non è da tutti; ma lei, imperterrita, ha tenuto banco senza batter ciglio. E Kay non è solo musica, è anche simpatia, umorismo (per fortuna non inglese!) e comunicativa. Tra un brano e l'altro lei stessa spiega, o meglio traduce, ciò che la canzone contiene, ma lo fa a suo modo: travolgendo, cioè, il pubblico con la sua carica immensa di umanità e di ironia che non la colloca lontana su un palco, ma la avvicina agli spettatori, tramutandola in una qualsiasi del gruppo, che siede accanto e con la quale si chiacchiera amabilmente [...]"
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Pasquale Levote, Il Corriere delle Alpi
"Ha guidato il pubblico per mano nelle storie antiche della tradizione irlandese [...] mercoledì sera al Teatro del Parco per la rassegna "Musica e Linguaggi", organizzata dall'assessorato alla cultura di Mestre con il circolo Caligola. Uno spettacolo originale, che per due ore ha trasmesso al pubblico emozioni: dall'allegria dei canti popolari, alla malinconia delle storie d'amore [...] una ricostruzione della memoria storica e della tradizione musicale del suo paese...]"
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Il Gazzettino, venerdì 18 aprile 1997
"[...] stasera è ancora la volta dell'Irlanda a riservarsi una data tutta per sé nel calendario del Folkclub e con una voce fra le più personali e aggraziate che la location tradizionale abbia portato alla ribalta negli ultimi vent'anni, quella di Kay McCarthy. [...] la freschezza e la vivacità della formazione, della quale, così come si è diffusa abitudine dei gruppi irlandesi, fa parte anche una danzatrice, sembrano essere sempre quelle che ne hanno contrassegnato gli esordi [...] Merito di un patrimonio di musiche che non sembra avere proprio limite, ma anche della genuina passione che McCarthy ha sempre profuso nel suo canto.
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Bus. La Repubblica, Vivere Torino
"Prendete la bellissima voce dell'irlandese Kay McCarthy, sorseggiatela dalla ricca strumentazione dei [...] bravi musicisti, arricchitela dell'aggraziata danzatrice Ruth Mulvenna [...] ed eccovi servito un tipico concerto di buona musica e cultura celtica. [...] Il concerto ci riporterà nel mitico "Tír na nÓg", terra delle meraviglie degli antichi Celti, tra atmosfere rarefatte, paesaggi brumosi, dolci ed eteree melodie di ballate a cavallo tra fantasia e storia [...]
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FolkNotes, aprile '96
"[...] Ancora oggi [...] si cantano e si danzano le antiche ballate intorno al fuoco. Kay McCarthy ci regala le magiche atmosfere di antiche notti irlandesi. 'Níl sé na lá, non è ancora giorno, l'alba è ancora lontana. Quella è la luce della luna, che è ancora molto forte'. Una notte di luna, gli strumenti sacri che accompagnano il respiro del bosco notturno, la quercia, le pietre, la verde Irlanda. Sono le atmosfere magiche che ci regala la musica di Kay McCarthy & Her Group …"
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Stefania Marra,Avvenimenti
"...Con "Arís", la McCarthy ed il suo gruppo [...] ripropone quel binonomio IrlandaMusica che è impossibile scindere. Un magnifico arazzo di suoni e di voci che prendono per mano l'ascoltatore portandolo "di nuovo" in un mondo di antiche fiabesche emozioni."
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Dario Annibali, MomentoSera
"[...] Bellissimo e suggestivo il concerto di musica tradizionale irlandese di sabato, interpretato dalla dolce e intensa voce di Kay McCarthy, cantante dublinese, e dal gruppo di bravissimi musicisti che l'accompagnano, che utilizza con estrema versatilità gli strumenti [...] (L)e tristi ballate e le melanconiche canzoni, ma anche le gighe sfrenate, tutte cantate dalla bravissima Kay quasi sempre in gaelico (lingua originale irlandese) e qualche volta in inglese (lingue degli invasori), hanno permesso di entrare, per più di due ore, nell'affascinante mondo delle fate, delle magie e degli incantesimi. [...]"
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Il Corriere di Viterbo
"[...] La sua continua ricerca della musica tradizionale dell'area celtica e la sua preparazione letteraria [...] l'hanno sempre proposta come una delle maggiori esponenti della musica irlandese al di fuori della sua patria [...]
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Dario Annabili, Momento-sera
"Il nome di Kay McCarthy è piuttosto conosciuto agli amanti della musica celtica a Roma da oltre venti anni sulla scena [...] Qui termina l'intervista con Kay McCarthy, o meglio dire, si è spento il registratore. Quel che rimane però è anche la grande disponibilità, sua, di suo marito Piero e di sua figlia Antonietta [...] Inoltre l'ascolto del brano "Fead an Fhiolair", bello e affascinante. Di questa serata voglio ricordare anche l'incredibile libreria, piena di dizionari, un duetto in gaelico con la figlia Antonietta, la torta, il vino siciliano. "l'Inferno" di Dante ed il libro di algebra, entrambi in gaelico [...] Davvero una gran bella serata, tra amici.. . ."
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Kilmarnock Edition
"[...] Kay McCarthy, la cantante irlandese che ha suonato qualche tempo fa ha lasciato negli studenti un bel ricordo [...]"
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Musica!(inserto de La Repubblica, n.1
"Roma. Trentacinque canzoni [ ...] due ore abbondanti di musica è [...] Pochi fronzoli, amplificazione contenuta, strumenti inconsueti sul palco: un'arpa celtica [...] tocca al Kay McCarthy Ensemble di aprire la serata con una melodia struggente seguita subito dopo da una giga stravolgente. Via al secondo ospite [...] Francesco De Gregori, ex cadetto del Folkstudio [...]"
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L'Unità
"[...] A riproporre le "vecchie e nuove tendenze" c'erano (e ci pare giusto citarli nell'ordine di apparizione, anche se poi nel corso della serata sono ritornati più volte sul palco) l'irlandese Kay McCarthy con la sua band (specializzata in musica etnica del suo paese) un ineccepibile Francesco De Gregori [...]"
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Il Messaggero
"Magnifica performance in onore del Folkstudio [...] Apre Kay McCarthy con il suo gruppo, sinuose melodie gaeliche, ballate sui modi dei "jigs" e "reels", ampie e soffuse di quella squisita malinconia tipicamente irlandese. E' una musicalità che coinvolge, provoca, anzi, la partecipazione corale, e il pubblico è in fermento, lanciandosi in questa serata a più voci [...]"
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Il Tempo
"Lo spettacolo di Sabato 16, "Irish Nocturne" replicato alle ore 16, per ben due volte ha fatto registrare il tutto esaurito [...] un vivissimo successo di pubblico che ha giustamente attribuito a Kay McCarthy, figura carismatica ed ottima vocalist dal timbro dolce e persuasivo [...] dotata di spirito caustico ed arguto ..."
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Il Nord
[...] Delicate songs d'amore, la dura realtà del sudore quotidiana, ninnananne, vivaci melodie di festa [...] un variegato passaggio percorso con dolcezza ed ironia da Kay ed il suo ensemble. L'irresistibile fascino della musica gaelica."
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Il Tempo
"[...] A salire per prima sul palco è stata la "band" di Kay McCarthy, "voice" irlandese che ha già al suo attivo due dischi e lavora a Roma con strumentisti italiani. Nelle sue ballate, a tratti dense di malinconia, a tratti trascinanti al punto da fare scattare i battimani di accompagnamento, rivive tutta la memoria popolare irlandese, dalle ninnananne medievali alle melodie popolari tramandate di generazione in generazione.."
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Il Messaggero
"Ancora tutto esaurito, ieri sera, per il concerto del Todi Festival, "Gente d'Irlanda". La piacevole esecuzione dell'artista irlandese [...] ha trovato riscontro positivo fra gli spettatori..."
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Il Messaggero
"E' stata una serata di grande valore filologico oltre che artistico [al teatro "Bibiena di Mantova]"
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Gazzetta di Mantova
"Stormy Lullaby" è un lavoro curato tecnicamente [...] E' ben suonato ed arrangiato con gusto [...] un lavoro interessante, incluso nella serie medio prezzo della RCA con intelligenza e lungimiranza da parte dei discografici, una volta tanto almeno!"
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Il Mucchio Selvaggio
"[...] bisogna menzionare il gruppo di apertura, composto da musicisti italiani che,soprattutto per la cordialità e la bravura della cantante irlandese Kay McCarthy ha contribuito a riscaldare la gelida ed umida serata..."
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Ciao 2001
"Al Folkstudio [...] si è esibita la cantante Kay McCarthy [...] una delle esponenti di maggiore rilievo della musica irlandese. Laureata in storia, tenta da tempo una sintesi fra parole e musica, scavando in un vastissimo repertorio di danze, ballate e canzoni"
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Il Messaggero
"[...] il "feeling" è immediato [...] nelle ballate più dolci, piene di poesia così immediata da richiedere talvolta l'uso della sola voce."
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Alto Adige
"[...] I met three [Irish] tourists in Trastevere [...] They were astonished and they had every reason to be. They had just spent the evening listening to Gaelic ballads sung in Gaelic [...] M/s McCarthy is the voice .."
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The Irish Times
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"Avrei voluto avere un milione di mani per applaudire Kay McCarthy [...] la voce dell'irlandese Kay McCarthy è tra Joan Baez e Maria Carta: più duttile della prima, più pura della seconda..."
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| E. Giannelli, La Ribalta |
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